Mi è stato nuovamente chiesto di scrivere qualcosa sull’opera pittorica di Francesco Cecere e pronto alla chiamata ho risposto sempre con l’accortezza e la cautela che tale impegno richiede.
La domanda che più assilla i miei pensieri da quando cerco di interpretarne i segni pittorici è come mai io non voglia arrendermi a guardare solo con gli occhi la sua opera e ammirarne la costruzione su tela. Mi sento in obbligo di specificare che come Pandora non ha resistito alla tentazione di aprire il suo vaso io parimenti sono costretto ad aprire quello dove credo sia contenuta la verità di un’arte, la sua, oggettivamente particolarizzata e parcellizzata su strati mitici di inconsueta bellezza e forza, dove bellezza è il canto a volte disperato di un coraggioso avventuriero e forza laddove si conviene che la mente debba lasciare spazio all’anima.

D’altra parte l’opera del nostro è opera completa di figure sospese nell’ombra di colori che lottano per venire via dalla tela e prendere pieno possesso della realtà così come necessità imprime loro di fare ma che allo stato attuale delle cose vissute si cristallizza nella piena consapevolezza dell’esistere e dell’esistenza contrapposta alla sopravvivenza delle immagine stantie e logore della maldicenza mondana. L’uso che l’uomo fa del rosso del blu e del bianco non è lo stesso di quello del pittore ma allo stesso tempo comprime e lo assoggetta all’esigenza di un racconto senziente più che sensibile di squisita amalgama di piacere e vizio, brutalità e incanto.

La poesia che da tutto questo scaturisce vibra e s’innalza verso dimensioni supposte veritiere nella maggior misura di quanto non faccia la speranza che da ultima è fuoriuscita dal mitico vaso e si staglia leggera e potentemente sovversiva sulla testa e nel cuore di chi come il sottoscritto non vuole arrendersi alla mera edulcorata sola visione della pittura tantomeno poi dell’arte di Francesco.

VINCENZO PIROZZI

3 Responses to

  1. Ottimo complimenti!!

  2. Anna S. says:

    Complimenti Francè..davvero un bel sito..bella la grafica, l’impostazione..bravo!

  3. Francesco Az says:

    Ho avuto la fortuna di poter vedere i lavori di Francesco da vicino qualche tempo fa. Le emozioni che trasmettono sono pienamente percepibili quando si instaura con l’opera un rapporto sì frontale ma anche di natura oserei dire metafisico. Ed è paradossale quanti pensieri possono far suscitare nella propria mente questi lavori così pienamente legati al mondo fisico, alla materia, a materiali dell’umano divenire. E’ inutile cercare di cavarne un senso universale poichè ognuno può darne una sua interpretazione grazie al proprio vissuto, alla propria sensibilità. I titoli che l’autore conferisce sono a volte “fastidiosi” per l’esercizio del proprio libero pensiero e a volte, invece, ancore di salvezza per idee che non finirebbero mai di solcare i mari del pensiero. Usando materiali di diffusa conoscenza, Francesco li interpreta, li accomuna, li “usa” adoperando una manualità che non è che l’altra faccia del pensiero puro.